IL PROGETTO

Il progetto Face to Face si propone di riflettere sui pregiudizi con cui guardiamo le cose e sui meccanismi sociali, culturali, biologici legati alla visione.

A partire da uno degli ambienti più fortemente stereotipato, e da cui, in qualche modo, tutto è partito: il carcere.

Domande scomode

Cosa identifica una persona come “delinquente”?

Si può distinguere chi delinque da chi non lo fa?

Siamo certi che chi è in carcere è colpevole e chi è fuori no?

Quali schemi mentali o pre-concettuali usiamo per analizzare la realtà che ci circonda?

Come possiamo “vedere” davvero chi ci sta di fronte?

I temi affrontati

Il luogo comune della faccia da delinquente: dall’etichettamento dei “criminali” alle esperienze personali di ogni individuo in tema di pregiudizio (sia agito, sia subito).

La riflessione sul corpo, sull’immagine, sulla materia, sulla fotografia, sullo sguardo.
Perché a volte è il corpo ad assumere i contorni della pena che capita in sorte, o che le persone si scelgono, è il corpo che ci dice chi siamo e qual è la nostra storia.